Oggi vi porto il mio parere in merito al romanzo “Le lame scarlatte” di Rob Himmel. Si tratta di un volume autoconclusivo che possiamo collocare all’interno del genere Low Fantasy. Fin da subito mi hanno colpito il ritmo e la dinamicità della trama, non c’è un attimo di quiete. L’azione si dipana pagina dopo pagina tra combattimenti, omicidi, giochi di potere e colpi di scena. Lo stile di Rob è lineare, diretto e asciutto, non si perde in fronzoli insomma.
La storia si svolge all’interno di Foltorp, capitale del regno di Ganderia. Essa è governata da un potere centrale, costituito da re Nuldest, e da otto gilde secondarie (assassini, maghi, ladri, paladini…). Lince, sicario ormai in “pensione”, decide di tornare in città per scoprire chi ha ordito il suo assassinio. Chi sta tramanda nell’ombra? Chi sta muovendo le pedine nel gioco di Foltorp? A voi l’onere e l’onore di scoprirlo…
All’interno del volume non troverete una distinzione tra bene e male, i protagonisti sono brutali e spietati, disposti a tutto per ottenere il potere. Il ritmo narrativo elevato ed esplosivo però, non favorisce il loro sviluppo psicologico, essi secondo la mia opinione, rimangono troppo statici e piatti.
Inoltre alcuni passaggi, alcune scelte e decisioni vengono prese con troppa fretta, risultano quasi inverosimili e non sufficientemente giustificate. L’inesperienza dell’autore sicuramente pesa, ma la storia rimane apprezzabile e scorrevole.
Se vi piacciono gli intrighi alla George Martin o le storie adrenaliche alla Joe Abercrombie, “Le lame scarlatte” è sicuramente un libro che fa per voi.
A cura di Fabiano Fantinel
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