Sì alla pirateria, no alla pirateria. Idee contrastanti su una questione spinosa.
Quanto spesso ci siamo chiesti “starò facendo la cosa giusta piratando questo libro?” oppure: “perché dovrei comprare questo libro se i suoi diritti d’autore sono scaduti?”. In questo articolo abbiamo deciso di provare ad affrontare la questione in forma di dibattito tra due personaggi di finzione (A e B) che hanno posizioni opposte. Sappiamo che non è una questione semplice e che sta a cuore alla maggioranza dei lettori, quindi siamo davvero curiosi di sapere cosa ne pensate e se anche a voi sono mai passati per la testa pensieri simili. Parleremo di specifici casi di pirateria, dando per scontato che chiunque abbia una buona condizione economica sia ben felice di acquistare una bella edizione dell’ultimo libro di un autore contemporaneo o emergente.
A prescindere delle prese di posizione e dalle opinioni espresse, noi della pagina e del blog non piratiamo, e non vogliamo incentivare nessun atto di pirateria, che rimane un reato per lo Stato Italiano, punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria come stabilito dall’Art. 174 ter della legge sulla protezione del diritto d’autore. Lo scopo di questo articolo è riflettere e sensibilizzare su argomento scottante, un crimine talvolta sottovalutato, che viene associato ad una facile alternativa all’acquisto.
Piratare ciò che non compreresti
A: Il mio pensiero in materia è molto semplice, probabilmente troppo: Se una persona non può fattualmente spendere soldi per un libro, quel libro non lo comprerebbe in ogni caso, perché piratandolo dovrebbe arrecare danno all’industria editoriale? Prendiamo ad esempio il caso di un Giovanni, generico lettore occasionale, a corto di soldi perché ha perso il lavoro. Giovanni è interessato ad un nuovo libro di Stephen King, purtroppo non ha economicamente la disponibilità di comprarlo e non contempla la possibilità di comprarlo neanche in futuro e quindi pirata il libro. Quali sono i danni di questo atto? Di base per Sperling & Kupfer non c’è alcun mancato guadagno, perché, anche se non lo avesse piratato, Giovanni non avrebbe potuto comprarlo. Quindi tutto qui? Già questo potrebbe bastare, ma non è tutto. No, perché c’è da aggiungere che quest’atto, apparentemente dannoso, potrebbe essere perfino positivo per la casa editrice. Infatti Giovanni ha un fidato gruppo di amici a cui consiglia il libro (dato che gli è piaciuto), i quali comprano il libro… e uno di questi amici pubblica anche una recensione molto entusiasta su un e-commerce! Così Giovanni scatena una reazione a catena che porta solo benefici alla casa editrice. È un classico caso di win-win.
B: Io credo che la questione sia molto delicata, provo a spiegare il perché. I libri sono un prodotto estremamente facile da ottenere illegalmente: occupano poco spazio in memoria (non essendo che una serie di caratteri in sequenza) e non hanno bisogno di essere stampati se si è disposti a leggere da uno schermo led o se si possiede un lettore elettronico. Il piratare ciò che davvero non ci si può permettere anche a parer mio non è cosa da condannare, ma, prima di poter affermare che non ci possiamo permettere un libro, dobbiamo chiederci “cosa ci siamo permessi invece del libro?” se la risposta è che ci siamo fatti vacanze e contro-vacanze, abbiamo mangiato fuori, comprato 10 videogiochi, fatto l’abbonamento a una rivista che ci piace, acquistato vestiti non necessari e così via… se la risposta è questa o anche solo una di queste, beh, allora a parer mio il libro ce lo saremmo potuto permettere; invece di una sola di queste cose ci si sarebbe potuti permettere parecchi libri. Inoltre, c’è una soluzione eticamente molto più corretta del piratare libri: andare in biblioteca. Frequentare le biblioteche aiuta lo Stato a capire che investire in cultura è lecito e fa arrivare una parte dei proventi agli autori dei libri. Non potete permettervi alcuni libri e non volete privarvi di null’altro per leggere? Allora andate in biblioteca, esistono sicuramente delle biblioteche fornite nella vostra città o nelle città vicine ed esiste anche un servizio digitale chiamato mlol attraverso il quale potete accedere alle biblioteche digitali di molte città anche fuori dalla vostra regione.
Piratare libri fuori commercio
B: Suvvia, non diciamoci sciocchezze, se un libro è fuori commercio nel nostro paese sicuramente sarà possibile ottenerlo in lingua originale per importazione, sarà costoso, non sarà semplice, ma se ci teniamo particolarmente penso che possiamo fare il sacrificio di adoperarci per ottenerlo. Inoltre possiamo pensare di prendere il libro usato, il mercato dell’usato e molto attivo e pieno di proposte, con un po’ di pazienza possiamo trovare un’offerta che ci soddisfi. Aggiungiamo poi che in commercio ci sono sicuramente libri di qualità a sufficienza per riempire tutte le nostre giornate, è davvero necessario leggere quelli fuori commercio?
A: Secondo me è lecito perché se è fuori catalogo significa che nessuno lo ha voluto ristampare, e di conseguenza nessuno vuole guadagnare su quello specifico libro al momento; ed in ogni caso se una persona desidera (o ha l’esigenza) di leggerlo in italiano, come fa a leggere un libro importato da un altro paese in un’altra lingua? Se uno vuole leggere specificamente quel testo, perché non dovrebbe farlo? Magari quello che c’è sul mercato potrebbe essere non adeguato o non conforme a ciò che cercava il lettore. È come dire: rinuncia al tuo amore proibito, perché tanto il mare è pieno di pesci!
Piratare per fare acquisti consapevoli
A: Non sempre siamo convinti di un nostro acquisto, a volte compriamo dei libri e scopriamo che non ci piacciono, è stata sia una grave perdita di tempo, sia una moderata perdita di denaro. Come porre rimedio a questo pericolo? Di base è una responsabilità dell’acquirente fare scelte consapevoli, compatibili con i propri gusti e interessi, ma credo che pure le case editrici e le librerie online debbano fare di più, considerando che l’estratto del 15% dell’inizio del libro è appena sufficiente per capire se un libro è nelle nostre corde. Una soluzione sarebbe piratare, leggere all’incirca un 30% o 40% del libro, e se si è convinti della lettura, comprare il libro supportando tutta la catena. Almeno finché gli editori e i librai non si metteranno d’accordo per aumentare la soglia degli estratti online.
B: Abbiamo davvero bisogno della pirateria per fare acquisti consapevoli? Oggi ci sono tante iniziative di promozione che permettono di farci un’idea dei libri prima di capire se un libro potrebbe piacerci oppure no. Innanzi tutto già leggere il primo 15% di un libro ci aiuta a capire quanto potrebbe piacerci lo stile di un autore, certo questo non ci dà certezze sul prosieguo della storia. Se vogliamo assolutamente fare un acquisto ponderato possiamo affidarci ai nostri critici di fiducia, youtuber e blogger ci aiuteranno a capire quali sono i punti di forza di un libro e quali i suoi difetti, consigliandoci libri secondo loro positivi. Se siete il tipo di persona che non ama rischiare fareste bene a trovarvi un “critico” di fiducia, che abbia i vostri stessi gusti. Inizialmente dovrete cercare un po’, ma una volta trovate un po’ di persone che fanno al caso vostro potrete fare degli acquisti più consapevoli.
Piratare libri con diritti d’autore scaduti
B: Anche in questo caso penso che la risposta sia più complessa di quanto ci si possa immaginare. Se è vero che piratare libri con diritti d’autore scaduti non è un danno alle tasche degli autori, è vero anche che lo è ai danni degli editori e delle librerie. Tutelare le case editrici in particolare dovrebbe essere una priorità del lettore, perché le case editrici sono quelle aziende che danno agli scrittori la libertà di passare da autore indipendente incontrollato e impreciso a scrittore con la S maiuscola. Sono le case editrici a pagare delle persone che ricontrollano tutti i testi e limano in ogni loro imprecisione, sono sempre le case editrici a gestire le campagne marketing ed invogliare le persone alla lettura. A questo possiamo aggiungere il non banale pensiero che ci piace avere delle belle edizioni anche di libri che non pagano più diritti d’autore, e queste edizioni le case editrici non le curano a costo zero.
A: Secondo voi è giusto far ingrassare le case editrici per decenni e decenni? Un conto è l’acquisto di un libro cartaceo, che di fatto ha dei costi materiali, ma per quanto riguarda l’ebook? Secondo me tutti devono aver il diritto di leggere un libro con diritti d’autore scaduti gratuitamente, soprattutto se si tratta di traduzioni datate e di traduttori ormai deceduti. Vorrei sottolineare poi che da un punto di vista pratico molte case editrici non curano molto i testi datati. Spesso non correggono i testi per decenni lasciando gli stessi errori tra un’edizione e l’altra e per di più ripropongono ciclicamente nuove edizioni di classici a prezzi maggiorati con le stesse traduzioni vecchie di cent’anni. Se è questa la ‘cura’ che garantiscono le case editrici con le nuove edizioni, penso che il lettore possa farne tranquillamente a meno. Soprattutto considerando il fatto che invece di rilasciare gratuitamente copie digitali, le fanno pagare…
Vorremmo concludere che piratando o non piratando, con una buona o una cattiva edizione, noi vi auguriamo per questo nuovo anno tante buone letture!
E per invitarvi a leggere nel rispetto dei diritti di tutti ecco una lista schematica dei servizi che possono interessarvi:
– MLoL – La biblioteca digitale alla quale potete registrarvi per accedere al servizio bibliotecario della vostra città o di alcune altre città aderenti, anche al di fuori della vostra regione
– Liberliber – sito che comprende una vasta scelta di opere libere da diritti d’autore
– Kindle Unlilmited – servizio Amazon che vi consente di avere moltissimi titoli al prezzo di 10 euro al mese e comprende anche un periodo di prova di tempo variabile
– Audible e Storytel – servizi che vi permettono di avere vaste librerie di audiolibri a disposizione al prezzo di 10 euro al mese, entrambi comprendono anche un periodo di prova gratuita
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